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Attivati gli interventi a sostegno di Bolab Aps, AIAS Bologna Onlus e Fondazione ASPHI Onlus

Ulteriori progetti sostenuti grazie al Fondo speciale per potenziare l’assistenza domiciliare per anziani e persone fragili, attivato dalla Fondazione fino ad esaurimento delle risorse disponibili, nell’ambito del piano straordinario per contrastare l’emergenza Coronavirus, sono gli interventi per complessivi 27.500 euro, destinati a Bolab Aps, AIAS Bologna Onlus  e Fondazione ASPHI Onlus.

Il progetto di Bolab Aps
Il filo dell’abbraccio

Bolab Aps pur essendo una giovane realtà, nata nell’aprile 2019, è il prodotto di esperienze pluriennali in ambito di volontariato, maturate nei progetti dedicati alla terza/quarta età; in un’ottica intergenerazionale, realizzati in rete con altre realtà del territorio. Da inizio 2020 Bolab ha avviato Movimente e Allenamente, incontri di socializzazione e stimolazione cognitiva dedicati agli over 70, interrotti a causa dell’emergenza sanitaria. Contattando gli anziani per comunicare l’interruzione momentanea delle attività, i volontari e gli operatori di Bolab hanno riscontrato un forte bisogno di socializzazione; inevitabilmente le telefonate nate per comunicare la sospensione delle azioni si sono trasformate in colloqui telefonici di supporto. Si è così strutturata l’idea di fornire una domiciliarizzazione della socialità, in tempi in cui i contatti interpersonali sono limitati, una “Smart-socialization” per una socialità a distanza, veicolata da strumenti di telecomunicazione analogici e digitali. Ci si attende, infatti, di contattare fino a 300 anziani a settimana distribuiti nei quartieri Borgo Panigale-Reno e Porto-Saragozza, segnalati dalla rete di associazioni, centri sociali, sportelli sociali con i quali Bolab collabora. La strutturazione della telefonata prevede un colloquio di circa 15 minuti durante il quale vengono proposte diverse attività: esercizi di allenamento cognitivo, condivisione di ricette antiche e “salva dispensa”, interviste, stimolazione della narrazione del proprio vissuto personale legato a questo delicato periodo.

Il supporto della Fondazione ha favorito una maggiore strutturazione del servizio, sia in termini di solidarietà digitale che di raccolta e analisi dati.
Solidarietà digitale: mediante la rubrica il filo dell’abbraccio, sulle pagine social di Bolab, in cui vengono pubblicati per tutta l’estate i contenuti (ricette, racconti e piccoli aneddoti) emersi dalle telefonate, che altrimenti non avrebbero voce nel mondo del web. Con l’idea e il desiderio di stimolare la social community alla pubblicazione di post e stories che vedono coinvolti gli anziani non digitalizzati, nonni, zii, vicini di casa, è stato creato l’hashtag #ilfilodellabbraccio, un luogo virtuale di condivisione intergenerazionale, dove gli anziani parlano e i giovani pubblicano. Al termine del percorso i post pubblicati verranno inseriti in un e-book.
Analisi dei dati raccolti: anagrafica e bisogni saranno elaborati e catalogati nel database di Bolab, divenendo risorsa per progetti futuri da attuare ad emergenza rientrata.

Perseguendo la volontà di creare nuove opportunità e concorrendo a limitare la dispersione di volontari, derivata dalla sospensione delle attività tradizionali, Bolab è in contatto con centri sociali e associazioni per favorire un coinvolgimento attivo dei pensionati volontari, attualmente in pausa, che in linea con il principio di flessibilità potranno contribuire al raggiungimento delle finalità progettuali, segnalando nuova utenza ed effettuando le telefonate.

 

Il progetto di AIAS Bologna onlus
Noi ci siamo: Percorsi di Supporto e attivazione sociale per le persone con disabilità attraverso l’uso delle tecnologie digitali

Il progetto definisce una serie di interventi e strumenti in grado di far fronte ai bisogni emergenti, e non, delle persone con disabilità che, a seguito dell’emergenza Covid-19, hanno subìto le conseguenze della chiusura di diversi servizi a loro rivolti. Da qui la necessità di pensare a nuove metodologie di supporto per mantenere un contatto diretto con utenti e soci, nel tentativo di supportare almeno una parte delle enormi complessità dovute alla permanenza domestica di persone con fragilità di tipo fisico, cognitivo, relazionale e comportamentale. Ciò tramite l’utilizzo delle tecnologie che permettono di superare molti ostacoli, rendendo le persone capaci di intraprendere percorsi personali di scoperta delle proprie capacità e poter avviare delle relazioni sociali, anche a chi ha difficoltà motorie e cognitive.

Il progetto Noi ci siamo di AIAS Bologna onlus ha quindi un duplice obiettivo: garantire continuità alle attività momentaneamente sospese a causa del Coronavirus e, inoltre, fornire alle persone con disabilità e ai loro familiari degli strumenti nuovi per affrontare le continue sfide della società moderna. Attraverso l’uso di piattaforme online (es. Zoom, YouTube, Facebook, WhatsApp) si svilupperanno delle attività espressive, ricreative e socio-educative, prevedendo: percorsi di attivazione cognitiva singoli o di gruppo attraverso la creazione di giochi interattivi; percorsi di apprendimento delle tecnologie (es. tutorial per l’utilizzo di risorse online); percorsi di stimolazione motoria (laboratori online di danza e piccoli esercizi di ginnastica da fare da casa); laboratori musicali, momenti di socialità e supporto domiciliare alle famiglie. Le attività offerte hanno anche l’obiettivo di poter accrescere le conoscenze digitali delle persone con disabilità coinvolte e delle loro famiglie, che potranno essere utilizzate per potenziare le capacità comunicative e socio-occupazionali e rafforzare la fiducia in se stessi. Le attività sono proposte su base giornaliera, a livello singolo o di gruppo. Operatori e volontari condividono con gli utenti il programma della settimana ed ogni utente potrà scegliere liberamente le attività a cui partecipare.

 

Il progetto della Fondazione ASPHI Onlus
R-Estate a distanza

Il progetto prevede l’attivazione di interventi a supporto della domiciliarità di 15 anziani fragili del Distretto Reno Lavino Samoggia che, a causa della pandemia da Covid-19, vivono una situazione di aggravamento dell’isolamento sociale e relazionale, con conseguente rischio di deterioramento della salute fisica e mentale. Si rivolge, dunque, a persone anziane che vivono sole, che sono autosufficienti o parzialmente autosufficienti, benché in una condizione ad alto rischio di disabilità per motivi funzionali, clinici e sociali, da monitorare e supportare più che mai durante questa emergenza, per garantire il mantenimento delle capacità residue ed evitare l’insorgere della non autosufficienza. Dall’interazione tra Fondazione ASPHI Onlus e servizio sociale pubblico (ASC InSieme e Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia) nasce la proposta di un progetto sperimentale ed innovativo ad integrazione dei servizi di domiciliarità.

L’obiettivo del progetto è quello di rendere autonomi gli anziani principalmente nella comunicazione con l’esterno, sostenendo la relazione sociale, nell’immediato visto la situazione di lockdown e nel lungo periodo, in previsione di una lenta e lunga ripresa della normalità. I risultati della sperimentazione e le linee guida serviranno poi per allargare il bacino di utenza anche su altri territori e servizi, potendo dare indicazioni precise a familiari e operatori che vorranno attivarsi. L’idea è quella di fornire all’anziano un tablet preparato da Fondazione ASPHI Onlus perché si presenti con una interfaccia semplice e personalizzata in base alle abitudini e interessi della persona e del contesto familiare. Si prevede di installare applicazioni semplificate per comunicare a distanza, ma anche per attività ricreative e di stimolazione cognitiva. Per 5 casi si sperimenterà un dispositivo anticaduta e di tracciamento GPS.

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