La Fondazione Carisbo per la prima volta accede alle risorse della Comunità Europea

È stato approvato il progetto DRIVE O – Driving decarbonization of the EU building stock by enhancing a consumer centred and locally based circular renovation process, presentato nell’ambito della linea Horizon 2020 LC-SC3-EE-2018 e coordinato dall’olandese Huygen Installatie Adviseurs.

Grazie alla partnership attivata con l’Università di Bologna, è stato promosso uno studio che sarà testato su 7 casi dimostrativi, tra i quali il complesso di Argelato di proprietà della Fondazione Carisbo. Sotto la guida della Prof.ssa Annarita Ferrante, verrà sperimentata la possibilità di raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica attraverso sia il riuso di materiali e tecniche di costruzione tradizionali, sia l’utilizzo di sistemi innovativi garantendo il rispetto delle caratteristiche architettoniche storiche locali.

Gli interventi sull’immobile di Argelato saranno finanziati con fondi europei assegnati nella misura di 160 mila euro e il cantiere verrà avviato già nei prossimi mesi.

«Siamo particolarmente soddisfatti del positivo riscontro immediatamente prodotto dal cammino intrapreso recentemente dalla Fondazione sul versante della progettazione europea, esperienza del tutto nuova e finora poco esplorata – dichiara il Presidente Carlo Monti –, in questo caso intensificando la positiva collaborazione già in atto con l’Università di Bologna e la Città Metropolitana di Bologna con il duplice obiettivo di favorire da un lato percorsi di ricerca (applicata) in materia ambientale e di contrasto all’inquinamento, dall’altro di avviare concretamente il recupero di un edificio oggi collabente che la Fondazione intende rendere nuovamente disponibile a beneficio della comunità per iniziative di tipo sociale, a favore delle persone più vulnerabili».

Commenta il Segretario Generale Alessio Fustini: «Seguiamo con attenzione gli effetti prodotti dalle novità della filantropia istituzionale e ci stiamo impegnando a interpretare un nuovo ruolo di interlocuzione, da un lato col territorio a livello locale, dall’altro con le istituzioni e i policy makers per diventare sempre più in prospettiva anche piattaforma di relazioni e innovazione. In questo modo acquista maggiore efficacia la stessa attività filantropica che realizza la Fondazione tramite nuove reti che fanno massa anche sulle risorse economiche di cui si dispone, come sta avvenendo con il progetto DriveO, puntando ad avere più risultati e impatto».

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La Fondazione ha inoltre superato la prima fase di pre-selezione per il quarto programma europeo Urban Innovative Actions – UIA, destinato a finanziare casi pilota di possibili soluzioni alle problematiche tipiche dei contesti urbani in risposta al tema della povertà urbana, con la proposta di progetto dell’area metropolitana di Bologna HeCoPP – Health Coaching by People for People.

HeCoPP è frutto di un processo di progettazione partecipata, che unisce la Fondazione, la Città Metropolitana di Bologna, Sinloc (Società partecipata dalla Fondazione), e un’ampia partnership pubblico-privata – formata composta da Fondazione Istituto Scienze della Salute, i Dipartimenti Universitari DIMEC (Scienze Mediche e Chirurgiche) e CIRI-EC (Edilizia e Costruzioni), quattro realtà del privato sociale (Antoniano, CIDAS, MondoDonna, La Venenta) –, alla quale hanno anche aderito la Conferenza Socio Sanitaria e i sette Distretti Socio Sanitari dell’area metropolitana.

La proposta HeCoPP si fonda sulla creazione e diffusione della figura dell’Health Coach, una figura dedicata a offrire assistenza a individui, o gruppi di individui, con lo scopo di motivare l’adozione di comportamenti che consentano di tutelare la salute.

Il progetto è in particolare mirato a coinvolgere due tipologie di utenti. La prima riguarda le persone vulnerabili, che stanno seguendo dei percorsi di reinserimento lavorativo e abitativo e che troveranno nel progetto una opportunità di formazione e impiego, grazie al supporto formativo offerto dal personale medico. La seconda tipologia riguarda persone sole e bisognose di assistenza, come la popolazione anziana (circa 50mila persone con più di 75 anni nell’area metropolitana bolognese), persone con disabilità e le famiglie con difficoltà di integrazione o a rischio disgregazione.

Il progetto troverebbe sede nell’immobile di Argelato, di proprietà della Fondazione Carisbo, che nello specifico vedrebbe un’integrale riqualificazione funzionale ai numerosi servizi da attivare in loco, realizzando ambienti per la formazione, spazi polivalenti accessibili al pubblico, nonché una residenza con alloggi destinati per periodi transitori a persone vulnerabili (un primo target sono le donne che hanno subito violenze e prive di mezzi), avviate a percorsi di qualificazione professionale e di reinserimento, tramite la frequentazione dei corsi per diventare Health Coaches.

Il business plan del progetto, candidato nel mese di gennaio 2019 alle linee di finanziamento europee, supera i 3 milioni di euro; la Commissione Europea si esprimerà prevedibilmente entro il prossimo autunno.

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