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RACCONTA IL NOSTRO PROGETTO

MAP | DLF 2.0 – Percorsi di riappropriazione dello spazio pubblico

Percorso di rigenerazione del parco “Ettore Bufalieri” del Dopolavoro ferroviario, attraverso un percorso di community organizing dei principali attori presenti nel parco e attraverso azioni di community engagement degli attuali e futuri fruitori del parco (giovani generazioni, enti del terzo settore, associazioni, cittadini) attraverso:

– riunioni di coordinamento del parco;

– definizione di un piano di comunicazione comune del parco (rifacimento del logo, installazione di nuova segnaletica interna al parco, rimozione di strutture/arredi obsoleti);

– rifacimento della terrazza dello spazio baumhaus attraverso workshop;

– organizzazione del festival BAUM all’interno del parco, in co-produzione con le altre realtà presenti (Associazione DLF Bologna, Locomotiv Club, Kinotto Srls, Arca di Noè Società Cooperativa, Arena Puccini/Cineteca di Bologna, Pizza Artist, Gioka Srl, Circolo Tennis Bologna), per favorire la fruizione di momenti culturali, artistici e performativi, durante 3 giorni di festival gratuito;

– riunioni di coordinamento con l’area verde del Comune di Bologna per una gestione concordata del parco e per l’integrazione delle aree verdi nel progetto di riqualificazione strutturale del parco;

– rimozione di un’aiuola antistante il bar Kinotto per la creazione di una “Piazza della Musica”.

Si sono già svolti 4 incontri di coordinamento del parco, tra tutti i soggetti interni, che hanno portato a:

– approvazione del piano di comunicazione interna, definizione del nuovo logo del parco del DLF, definizione della segnaletica. Tutti gli interventi si concluderanno entro luglio 2019;

– condivisione di spese di manutenzione ordinaria del parco (derattizzazione, disinfestazione, rifacimento della pavimentazione del parcheggio del parco- Via Stalingrado, pulizia straordinaria della zona, firma di un accordo di gestione tra Ferrovie e Associazione DLF Bologna per l’area del parcheggio e la definizione di un piano di controllo di accessi all’area);

– riunione di coordinamento con il settore verde del Comune di Bologna (Diolaiti) ed il Quartiere Navile (Ara) per la gestione coordinata delle aree verdi del parco e l’integrazione degli interventi nel piano di ristrutturazione previsti da progetto;

– presentazione dei progetti di rigenerazione/ristrutturazione della terrazza di baumhaus alla Sovrintendenza di Bologna, per espressione di parere favorevole in merito. Ad oggi siamo in attesa di tale parere;

– sopralluoghi e richiesta di preventivi relativi alle opere di rigenerazione urbana, smantellamento di arredi/cartelli in disuso e ripristino di nuova comunicazione interna al Parco.

Quale impatto ha avuto sui beneficiari finali del progetto?

Il progetto ha permesso di riavviare un processo di comunicazione interna tra i soggetti presenti all’interno del Parco, attraverso un percorso di ricostruzione delle relazioni di fiducia, di conoscenza reciproca. Attraverso lo strumento del questionario si sono rilevati i bisogni e gli interessi specifici di ciascuna realtà e si è cercato di comprendere le aree di interesse comune a tutti. Sulla base di quest’analisi è stato possibile avviare un processo di cura interna del parco: condivisione dell’importanza di comunicare il parco all’esterno e di avviare delle azioni comuni (ottimizzando le risorse individuali di ciascuna realtà).

La comunicazione interna ha favorito la possibilità di costruire il festival BAUM come un evento collettivo e interno al parco, in cui ciascuna realtà partecipa, secondo le proprie capacità, per la buona riuscita dell’evento. Per il festival BAUM 2019 si prevede la partecipazione di 3000 persone, durante i 3 giorni (7-8-9 giugno).

Impatto futuro sui soggetti interni è la costituzione di un comitato di gestione, legalmente costituito, che possa prendersi cura degli interessi del parco e favorire azioni di rigenerazione ulteriori. Il parco necessita di una serie di interventi di rigenerazione strutturale (impianto elettrico, idrico, piano comune di raccolta differenziata).

Quali sono gli eventuali partner di progetto?

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